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Regolamento della Biblioteca


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Biblioteca

La costituzione della biblioteca dell’Istituto Italiano per gli Studi Europei ha avuto inizio con la prima grande donazione da parte dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di circa mille testi di carattere storico, filosofico e scientifico. Sono poi stati acquistati libri e pubblicazioni specializzate in storia dell'integrazione europea, in diritto comunitario e internazionale messi a disposizione dei cittadini e degli studiosi.

Oggi la biblioteca è fornita di oltre 2000 testi, di enciclopedie generali e tematiche, di vocabolari delle diverse lingue europee, di materiale documentario sulla storia e le tradizioni locali.
Dal 2000 sono disponibili tutti i numeri di alcune riviste fra cui Le Scienze, Micromega, National Geographic, Sipario.

È significativo che il primo atto da cui è nata la biblioteca coincida con un dono poiché l’atto del donare è un gesto estraneo alla dialettica economica dello scambio o del profitto sulla quale la moderna società fonda le relazioni fra enti e fra individui. Dunque, la biblioteca nasce da un dono e, d’altro canto, si pone come un dono fatto ad un luogo, alla gente che lo abita, alla sua cultura e alla tensione dell’uomo verso la ricerca continua di altri spazi ed al bisogno di rompere un equilibrio limitato. La ricerca è linfa per l’uomo. L’intenzione dell'avvocato Gerardo Marotta, che ha insistito per la creazione della biblioteca, era, infatti, quella di formare una radura di pensiero, di dialogo.

Da ogni pagina contenuta in un libro si può attendere una serie di eventi e desumere un impulso verso una conoscenza nuova.

La nascita di una biblioteca è un evento singolare per la città che la accoglie e la sua singolarità sta nella apertura spirituale che ne deriva.
Ne verrà, quindi, un’interazione profonda con la città poiché la biblioteca non è concepita semplicemente come archivio di testi, ma come una strada, fra le moltissime, per accedere ad una verità, fra le innumerevoli. Il sapere, per l’iise, è la fase antecedente agli atti che potranno scaturire dai tavoli di lavoro dell’Istituto che saranno sempre il frutto di una ricerca delineata fra le parole del passato e di un dialogo che su di esse si costruisce.

Così, l’attività della biblioteca, in quest’ottica, trasforma la funzione ricettiva della conoscenza in un’opera attiva che, giorno per giorno, si confronterà con il tessuto territoriale, con la cultura e le idee di uomini e donne che quel territorio costituiscono e abitano. È il “luogo prima di ogni luogo”, in cui la bellezza e la complessità del pensiero filosofico, economico, politico, il racconto della storia dei popoli, l’altezza dell’opera letteraria vengono convertiti in strumenti, in materia, in intellettualità agenti. Essa si apre, proprio come una radura, a decine, centinaia di giovani e di ricercatori, perché si confrontino con i maestri del passato, perché abbiano la possibilità di interpretarne il pensiero, di progettare, ideare percorsi, continuarne altri.